2021! Salone del mobile!

dekoParty Trends dekoTouch Slider Vetrinistica

Si riparte!

Più si avvicina l’inizio del primo salone del mobile dopo la pandemia, più si irradiano aspettative tra gli addetti ai lavori e tra i visitatori, che saranno il dato significativo del successo di questo salone. La pandemia è stata sicuramente una limitazione in tutti i sensi e a tutti i livelli sociali, ma è sicuramente anche un punto di svolta per la società che la vede come un punto di ripartenza dopo aver subito il cambiamento delle abitudini, delle esigenze, delle priorità e dei modi di pensare. Abbiamo riscoperto la vita “intro” le mura domestiche, abbiamo cercato di dare vita al “tempo intro” prima succubi e poi fantasiosi, abbiamo vissuti da reclusi ma in una prigione che ci eravamo costruiti a misura negli spazi e nei colori e che in questo frangente abbiamo conosciuto nei limiti e nelle possibilità.

Molti temi si sono sviluppati in questo periodo, il rapporto umano, il rapporto uomo-animali e soprattutto il rapporto uomo-natura. La natura che ci ha punito in tutto questo tempo, perché anche un virus è natura, ci ha portato a valutare gli spazi abitativi in misura diversa, uno “spazio live” non può esserlo senza essere “green”! Si era già iniziato a sviluppare questo concetto con l’esplosione del “bosco verticale” dell’arch. Boeri e di tutti i progetti a traino di nuove aree urbane e sviluppi di nuove città di grande urbanizzazione ma di grande “green format”. Dal nuovo salone del mobile che si presenta con questo bagaglio intrigante alle spalle, ci si aspetta non solo un segnale di ripresa ma soprattutto l’indicazione di una “strada maestra” per l’arredo degli spazi domestici che rispondano alle nuove esigenze di una società che improvvisamente deve altamente svilupparsi sia tecnologicamente sia nelle comunicazioni.

Input che devono partire dall’abitazione per arrivare agli spazi lavorativi, scolastici e urbani per dare a questi una nuova identità. Da tempo siamo abituati a termini quali multitasking, millenials, videoconferenza, smartworking, DAD (didattica a distnza), ma non sono state queste parole a cambiare la società, sono stati i paradigmi eccezionali della pandemia che ci hanno portato a riscoprire alcuni spazi per un uso improprio: la stanza da letto, balconi, terrazze e cucine. Prima ambienti e territori di confine tra la propria intimità e il mondo esterno - spazi domestici spesso bistrattati per assenza di attenzione, complice una percezione meno consapevole della nostra vita La reclusione forzata, soprattutto per chi non aveva neppure un minibalcone ha sviluppato una nuova coscienza nella rinnovata voglia di aria e natura e un desiderio connesso a un cambiamento culturale in atto. Le nuove stanze-non-stanze dovranno avere un arredo essenziale ma versatile e funzionale per trasformarsi velocemente in un ambiente da rilassamento ad un ambiente di lavoro, da un’area food ad un’area wellness. Molto spesso nell’epoca dei social media in videoconferenza o in telefonate di lavoro ci sono intrusioni “totalmente domestiche”, familiari in abbigliamento discinto, bambini che si avvicinano con i giocattoli ai relativi genitori, voci di sottofondo che discutono di ben altri argomenti rispetto all’attinenza della “conversazione smartworking”, è l’ambiente domestico che deve essere ripensato non per una specifica funzione ma per evolversi ratificando il carattere versatile e trasformista per una gestione delle future esigenze. Non solo la zona living ha subito questo processo di trasformazione-adattamento, ma anche e soprattutto la zona notte – come si è soliti definire l’alcova, con un mimetismo linguistico tra il pudore e il linguaggio tecnico – che è divenuta oggi, luogo di convivialità, incrocio di relazioni, spazio jolly per smartworking e DAD, e area home fitness che coniuga tecnologia avanzata e soluzioni digitali innovative per un’attività fisica diventata un must da praticare al riparo da sguardi indiscreti. Il designer del futuro avrà a che fare con la fascinazione della coesistenza del rapporto uomo-natura-animali in armonia nello stesso ambiente di vita vista la crescita esponenziale durante i lockdown di animali di compagnia e la tendenza del microgardening. Chiari esempi di questa rivoluzione social-web, il verde e il pet sono balzati alla ribalta della cronaca non solo per una rinnovata coscienza ecologica ma, soprattutto, per il loro potere confortante e rilassante, entrambi rimedi privi di effetti collaterali contro le ansie generate dalla pandemia. Mondo naturale che sta diventando “way of living” e spazi esterni che si trasformano nella nuova “stanza in più” per distribuire positive vibrazioni green, il design ne deve prendere atto per dar vita a nuovi progetti non come nuova frontiera ma come ritorno al futuro lontani dall’immagine di attività tipicamente inglese per over ’60. Il giardinaggio e il micro-gardening sembrano essere divenuti la mania dei più giovani tanto da far nascere “plant tribe” e “green influencer” votati a colmare il vuoto empatico di come le piante cambino la vita. Prendersi cura del verde sia che si tratti di piante da appartamento o di orti in formato mignon, abbassa infatti, i livelli di stress e potenzia il sistema immunitario, migliora la qualità dell’aria e restituisce una sferzata di energia e creatività. Nulla di nuovo alla luce dell’arte filosofica del Bonsai e dell’Ikebana, ora sostituiti da “app” che offrono consigli e istruzioni su come prendersi cura di ogni germoglio ma anche funzionalità di ultima generazione, come diagnosi intelligenti sul loro stato di salute, promemoria per l’irrigazione e la consulenza di esperti e scusate se è poco. Il salone del mobile si è preparato per rispondere a tutti questi nuovi sviluppi sociali e per tornare ad essere il faro di riferimento del vivere in casa. Un salone internazionale certo ma ancora un successo italiano che in questo anno anomalo va ad aggiungersi ai successi che l’Italia ha raggiunto in altri ambiti, canori e sportivi, per rilanciare non solo il “Made in Italy” ma anche “ l’Italian think ”. Sarebbero d’accordo con lui, Igor Josifovic e Judith de Graaff, di professione digital writer, green influencer e fondatori della community Urban Jungle Bloggers divenuta in pochi anni un fenomeno globale (1,2 milioni di follower su Instagram), che portano quella natura tra le pareti di casa. La loro non è pura passione estetica ma vero e proprio amore. Plant Tribe, l’ultimo loro pamphlet, La riprova? I programmi tv a tema green, che stanno raccogliendo picchi di ascolto, come l’inglese The Big Flower Fight (Netflix), una sorta di masterchef per fioristi, e il commercio online indipendente –Lezio, Bakker, Flobflower in Italia, The Sill, Bloomscape o Bergamotte in Europa – che emerge sempre più accanto ai colossi del settore. Per non parlare del fiorire delle più svariate applicazioni come Planta, Florish, Gardenia e Vera,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Lost Password