Facebook boicottata da 150 aziende planetarie

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Coca cola e altri 150 aziende boicottano e tagliano Facebook. Perchè?
Facebook RAZZISMO E ODIO IN RETE, oltre 150 Aziende boicottano Facebook da Coca Cola A Starbucks a Unilever.
Sono oltre 150 le aziende che hanno deciso di sospendere le inserzioni pubblicitarie sul social Facebook, ora accusato di non combattere la presenza di contenuti d'odio e razzisti. Il danno economico per Facebook si preannuncia importante. La difesa di Zuckerberg: "Investiamo miliardi di dollari ogni anno per rendere sicura la comunità e abbiamo bandito 250 organizzazioni della supremazia bianca da Facebook e Instagram.”
Sono sempre di più le aziende che hanno deciso di boicottare Facebook, sospendendo le inserzioni pubblicitarie sul social network, accusato di non fare abbastanza per combattere la presenza di contenuti d'odio e razzisti. La campagna si chiama"Stop hate for profit"  https://www.stophateforprofit.org/ ed è stata lanciata da una coalizione di organizzazioni per i diritti civili, tra cui la Naacp.
Fra le aziende che hanno aderito alla campagna alcuni marchi e corporations a livello planetario come: Coca Cola, questa ha annunciato che fermerà tutte le sue pubblicità digitali per almeno un mese a partire dal primo luglio. "Ci aspettiamo una maggiore responsabilità, azioni concrete, e trasparenza", ha detto l'azienda in una nota.
Levi Strauss ha aderito al boicottaggio. "Esprimiamo la nostra preoccupazione per l'incapacità di Facebook di fermare la diffusione di disinformazione e incitamento all'odio sulla sua piattaforma", ha affermato il gigante dei jeans in una nota. "Riteniamo che questa passività alimenti il razzismo e la violenza". "Siamo contro i contenuti d'odio e crediamo che il mondo delle imprese e quello della politica debbano unirsi per realizzare un vero cambiamento", ha spiegato Starbucks annunciando la sua partecipazione al boicottaggio. Magnolia Pictures è il primo studio di Hollywood a unirsi al boicottaggio. La società ha annunciato che sospenderà le pubblicità su Facebook almeno fino a fine luglio. Starbucks ha annunciato la sospensione della pubblicità su tutte le piattaforme. «Noi siamo contro i contenuti d'odio e crediamo che il mondo delle imprese e quello della politica debbano unirsi per realizzare un vero cambiamento».
Honda è invece il primo colosso automobilistico a unirsi alla campagna. "Scegliamo di stare con le persone che si uniscono contro l'odio e il razzismo", ha dichiarato la società in una nota, "nel rispetto dei valori della nostra azienda, che sono fondati sul rispetto umano". Anche il colosso americano delle telecomunicazioni Verizon fermerà la sua pubblicità su Facebook, "fino a quando Facebook non arriverà a una soluzione accettabile che ci faccia sentire a nostro agio", ha dichiarato John Nitti, capo ufficio stampa della società.

Unilever

Un altro colosso si è unito al boicottaggio: Unilever. La multinazionale che detiene diversi marchi di grande importanza tra i prodotti di largo consumo ha annunciato che proseguirà la sua protesta almeno fino alla fine del 2020.
Tra i marchi posseduti da Unilever c'è anche la produttrice di gelati americana Ben and Jerry's. "Sosteniamo tutti coloro che chiedono a Facebook di fare di più per impedire che le sue piattaforme vengano utilizzate per dividere la nostra nazione, reprimere gli elettori, fomentare e alimentare razzismo e violenza e minare la nostra democrazia ", ha comunicato l’azienda. Fra I nomi noti del mercato americano anche la Hershey's , una tra le più grandi compagnie statunitensi nella produzione di cioccolato, ha annunciato il boicottaggio. Oltre a sospendere per il mese di luglio le proprie pubblicità su Facebook, la società ha dichiarato che taglierà le spese per la pubblicità di un terzo su Facebook e le loro piattaforme, incluso Instagram, per il resto dell'anno.
Pubblicità sospese per un mese a luglio anche per il marchio di abbigliamento Arc'teryx. North Face, famoso marchio di abbigliamento per la montagna, ha annunciato la sospensione delle pubblicità su Facebook a tempo indeterminato. Anche Eddie Bauer è tra i marchi di abbigliamento che si sono uniti alla protesta contro la società di Zuckerberg.
Stop per il mese di luglio alle inserzioni su Facebook anche per il marchio americano di zaini Jansport. L'azienda produttrice di abbigliamento sportivo Patagonia, annunciando l'adesione alla protesta, ha spiegato che i profitti dai social media non valgono "la promozione dell'odio, del bigottismo, del razzismo, dell'antisemitismo e della violenza". Si fermano le inserzioni pubblicitarie anche per REI, marchio americano di abbigliamento.

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