Salone del Mobile 2019

Slider Vetrinistica News Vetrinistica
Ancora una volta il Salone del Mobile e con esso il “Fuori Salone” diviene catalizzatore e divulgatore delle nuove tendenze attirando una miriade di persone tra addetti ai lavori, semplici curiosi e turisti. È una fiera che è esplosa oltre ai fisici confini della sede di Rho Fiera, perché Milano piano piano nel tempo ha promosso nei suoi district la “Design Week” costruendo eventi di ogni tipo che interessino il design, l’innovazione e il luogo di vita di ognuno di noi intendendo con questo gli spazi domestici, gli spazi urbani, gli spazi lavorativi e gli outdoor. Ogni volta che si frequenta questo evento viene veramente voglia di rifare casa, per inserire le nuove tecnologie, i nuovi materiali, le nuove fonti di illuminazione anche se poi ognuno di noi deve per forza di cose far conti con i propri spazi entro le mura, le possibili modifiche e ovviamente il budget di investimento.

Ciò che a mio avviso quest’anno è venuto meno è il “Design” inteso come pura espressione, ovvero quella capacità di un oggetto di esprimere tutta la forza del suo ideatore-progettista nel scavarlo, alleggerirlo, semplificarlo, ridurlo e disegnarlo per farlo ammirare in tutta la sua eleganza e utilità. Un po’ come le canzoni quelle che fanno successo, vero successo, quello che rimane nei tempi e si tramanda nelle generazioni, che sono sempre meno. Una canzone di successo non la puoi modificare nelle sue componenti, togliere o spostare una parola, togliere o modificare una nota perché verrebbe a rompersi quella segreta alchimia di sintesi, sonorità, estasi e magico equilibrio capaci di promuovere emozioni in ognuno di noi.Ho visto più interpretazioni o trasformazioni, soprattutto nella sezione giovani, più vicine al “fai da te – Ikea concept” che veri percorsi capaci di esaltare linee, usi o particolarità della materia.Probabilmente è l’evoluzione dei tempi sempre più tecnologica che limita nei futuri design l’espressione di conoscenza della materia, la sensibilità di chi la usa “da dentro”, piuttosto che volgarmente interpretata, capace di conciliare requisiti tecnici, funzionali ed economici degli oggetti così che la forma finale sia sintesi di pensiero, progetto e riproduzione industriale.O in futuro si deve rivedere il concetto e i parametri del termine “Design” per coniarne un significato diverso per adeguarlo alla società attuale o si deve promuovere nelle future generazioni una nuova cultura del design e della creatività capace di rivoluzionare e sovvertire la visione economica della società per proporre soluzioni per un futuro migliore.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Lost Password